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Strategia Italiana per la banda ultra larga

Strategia Italiana per la banda ultra larga

La “Strategia Italiana per la banda ultra larga” è stata approvata dal Governo italiano il 3 marzo 2015, rappresenta il quadro nazionale di riferimento nel quale si definiscono i principi alla base delle iniziative pubbliche a sostegno dello sviluppo delle reti a banda ultra larga in Italia , al fine di soddisfare gli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale Europea 2020:

  • accesso, a tutti i cittadini europei a connessioni superiori a 30 Mbit/s
  • assicurare ad almeno il 50% delle famiglie europee la possibilità di abbonarsi a internet con connessioni superiori a 100 Mbit/s.

La Strategia trae origine dalla necessità di colmare un gap infrastrutturale significativo dell’Italia rispetto alla media degli altri paesi europei (c.d. “digital divide”) e dall’ esigenza di promuovere miglioramenti tecnologici nelle aree del Paese che hanno già raggiunto un elevato grado di sviluppo digitale, per realizzare il “ salto di qualità ” rispetto alle infrastrutture ed ai servizi digitali esistenti, dando maggiore impulso alla crescita economica.

Piano di investimenti

Grazie ad una regia unitaria tra Strategia BUL e Piano «Crescita Digitale», il Piano di investimenti in attuazione della Strategia italiana per la banda ultralarga presentato alla Dg Concorrenza della Commissione Ue (agosto 2015) ha l’obiettivo di dare un sostanziale impulso alla diffusione e all’utilizzo delle reti NGA nel nostro Paese.

Governance

Il piano Strategico per la banda ultra larga è coordinato dalla Presidenza del Consiglio (Pcm) tramite Il Comitato per la diffusione della banda ultralarga (COBUL), composto da Pcm, ACT, Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) Ministero Economia e Finanza e Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Infratel e AgID che ha definito la strategia nazionale e ne monitorerà la corretta attuazione.

Il Ministero dello Sviluppo Economico attua le misure definite per la strategia nazionale, anche avvalendosi della sua società in-house Infratel Italia SpA, e coordina le attività di tutti gli attori pubblici e privati coinvolti.

Regioni, Province autonome e Comuni definiscono i programmi operativi con il supporto tecnico di Infratel Italia e il coordinamento di AgID.

Obiettivi

La Strategia Italiana per la banda ultralarga ha come obiettivo generale quello di sviluppare una infrastruttura di telecomunicazioni sull’intero territorio nazionale, assicurando una connettività ad almeno 100 Mbps fino all’85% della popolazione italiana, garantendo al contempo una copertura ad almeno 30 Mbps in download a tutti cittadini entro il 2020 ed una copertura ad almeno 100 Mbps nelle sedi ed edifici pubblici (scuole, ospedali, tribunali in particolare) e nelle aree di maggior interesse economico e concentrazione demografica, aree industriali, principali località turistiche e snodi logistici.

Strategia

Per il perseguimento di tale obiettivi, la Strategia prevede un complesso di interventi da parte dello Stato che forma oggetto di un regime di aiuto quadro nazionale ed interessa :

  • le aree bianche “a fallimento di mercato”, in cui sono assenti interventi di investimento di operatori privati e manca un loro interesse ad investire nei prossimi tre anni
  • le aree nere e grigie che già hanno raggiunto una connettività di almeno 30 Mbit/s e che tuttavia risulta inferiore a 100 Mbit/s al fine di conseguire, anche in tali aree, un importante salto di qualità per la realizzazione di reti NGA ultraveloci.

Strumenti

Gli strumenti della strategia sono:

  • Semplificazioni amministrative e riduzioni degli oneri
  • Creazione di strumenti di defiscalizzazione per gli interventi di infrastrutturazione
  • Stimoli per l’innesco della domanda
  • Agevolazione per l’accesso alle risorse economiche e istituzione di un polo per l’attrazione di fondi/fondo di garanzia e credito a tassi agevolati
  • Realizzazione diretta da parte del settore pubblico delle opere nelle aree a fallimento di mercato
  • Creazione del catasto del sopra e sottosuolo

Attuazione

Con cadenza annuale, il Mise, tramite consultazione pubblica, acquisisce informazioni dettagliate circa lo stato delle infrastrutture esistenti , realizzate da privati, con lo scopo di individuare le diverse tipologie di aree (bianche, grigie e nere) sull’intero territorio nazionale.

Al contempo, sono censiti gli eventuali piani d’investimento per il triennio successivo all’anno di riferimento, programmati dagli operatori privati con fondi propri. L’insieme delle suddette iniziative consente al Governo italiano di stabilire il fabbisogno di finanziamenti pubblici per l’attuazione degli investimenti per lo sviluppo della banda ultra larga.

Sistema informativo federato

Il coordinamento nella gestione degli interventi è attuato dal “Sistema informativo nazionale federato delle infrastrutture” che garantisce il monitoraggio degli interventi e il miglior utilizzo delle infrastrutture esistenti.

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 16 giugno 2016 il decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 maggio 2016, “Istituzione del SINFI - Sistema informativo nazionale federato delle infrastrutture”. Il decreto, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 33, stabilisce le regole tecniche per la definizione del contenuto del Sistema informativo nazionale federato delle infrastrutture ( SINFI), le modalità di prima costituzione, di raccolta, di inserimento e di consultazione dei dati, nonché le regole per il successivo aggiornamento, lo scambio e la pubblicità dei dati territoriali detenuti dalle singole amministrazioni competenti, dagli altri operatori di rete e da ogni proprietario o gestore di infrastrutture fisiche funzionali ad ospitare reti di comunicazione elettronica

Il Sistema favorirà la condivisione delle infrastrutture mediante una gestione ordinata del sotto e sopra suolo e dei relativi interventi. Lo scopo è quello di ridurre l’importo del finanziamento pubblico, minimizzando l’impatto ambientale e verso la cittadinanza.

Sinergie

Piani degli operatori TLC e reti in fibra realizzate per smart grid, smart city, illuminazione pubblica, etc.

AgID assicura le sinergie con i progetti pubblici di sviluppo digitale quali La Buona Scuola, Salute e Giustizia Digitale, il Programma Smart Cities ed il Piano di razionalizzazione ICT in logica cloud della Pubblica Amministrazione, ottimizzando e razionalizzando gli investimenti pubblici.

Intervento diretto

A maggio 2016 il Governo ha adottato la decisione di focalizzare l’intervento pubblico, per la prima fase di attuazione della Strategia, nelle aree a fallimento di mercato, stabilendo in tali aree l’impiego del modello ad intervento diretto.

E’  assicurato un coordinamento con le amministrazioni locali tramite un accordo quadro siglato in data 11 febbraio 2016 tra il MISE, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e le Regioni.

Il 30 giugno 2016 la Commissione Ue ha approvato il piano nazionale italiano per la banda ultra larga, stabilendo che è in linea con le norme sugli aiuti di Stato che mirano a garantire, tra l'altro:

  • che il finanziamento pubblico non si sostituisca agli investimenti privati
  • che assicurano che altri prestatori di servizi possano utilizzare l'infrastruttura finanziata pubblicamente su base non discriminatoria

Primi atti operativi

Il primo atto operativo è la pubblicazione il 3 giugno 2016 del primo bando per la concessione di costruzione, gestione e manutenzione di infrastrutture passive nelle aree bianche nelle prime sei regioni: Abruzzo e Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto:

Sono circa 6,5 milioni i cittadini interessati residenti in circa 3.000 Comuni per un importo complessivo di 1,4 miliardi di euro.

Il secondo bando è stato pubblicato l’ 8 agosto 2016 e riguarda le aree bianche di : Piemonte, Val D’Aosta, Liguria, - Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – Marche e Umbria – Lazio – Campania – Basilicata e Sicilia. La copertura popolazione di questo secondo bando è di oltre 5,5 milioni di abitanti territorio di 3.710 Comuni per un importo 1,255 miliardi di euro

Bando

L’oggetto del bando è la concessione per la progettazione e costruzione nonché la manutenzione e gestione in modalità wholesale di una infrastruttura passiva a banda ultralarga di proprietà pubblica, anche mediante l’utilizzo di componenti di infrastrutture già esistenti.

II progetto di costruzione di tale infrastruttura passiva deve risultare idoneo ad assicurare la realizzazione di una piattaforma aperta e neutra , alla quale il più ampio numero di operatori potranno accedere all’ingrosso ed a condizioni eque e non discriminatorie definite dall’AGCOM.

Il concessionario sarà tenuto a fornire i servizi wholesale passivi e anche quelli attivi, ma questi ultimi saranno offerti solo in caso di domanda ragionevole da parte di uno o più operatori terzi.

Open Fiber

Infratel Italia ha aggiudicato a marzo 2017 i cinque lotti della prima gara a OpEn Fiber S.p.A, società costituita da una partecipazione paritetica tra Enel S.p.A. e Cdp Equity S.p.A. (CDPE), società del Gruppo Cassa depositi e prestiti.

La società nata nel 2015, come operatore verticalmente integrato, è attiva esclusivamente nel mercato all’ingrosso “wholesale only”, offrendo l’accesso a tutti gli operatori di mercato interessati.

Finalità

Sono quelle di :

  • promuovere la concorrenza nei mercati dell’accesso all’ingrosso e al dettaglio dei servizi digitali avanzati, nelle aree del Paese in cui, per le specifiche caratteristiche orografiche, demografiche economiche e sociali, gli operatori privati non avrebbero incentivi ad operare autonomamente, ossia in assenza di finanziamenti pubblici
  • aumentare il benessere dei cittadini presenti nelle aree di intervento - anche mediante la promozione della digitalizzazione dei servizi della pubblica amministrazione riducendo , in tal modo, le disuguaglianze sociali generate dalle sole dinamiche di mercato , rispetto alle altre aree del Paese.
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