Dl Mezzogiorno adesso è legge

1 agosto 2017

"Altri 3,5 miliardi per la crescita"

Nella seduta del 1° agosto, la Camera dei Deputati ha approvato la conversione del dl Mezzogiorno con 276 sì e 121 no.

Il provvedimento sul quale era stat posta la fiducia, ora è diventato legge.

"Altri 3,5 miliardi per la crescita del Sud, tutte risorse nazionali, tutte destinate a stimolare investimenti e a creare occupazione, soprattutto giovanile". Così il Ministro della coesione Territoriale e il Mezzogiorno ha commentato il voto finale sul provvedimento.

Ecco le principali misure:

1.250 milioni di euro per «Resto al Sud» che ha la finalità di promuovere nuove iniziative imprenditoriali da parte di giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni
50 milioni alle imprese agricole, per favorire lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile
200 Milioni per Zone Economiche Speciali (ZES)
330 milioni per l’edilizia giudiziaria 
250 milioni di contributo agli enti locali
250 milioni per interventi di ripristino sulla tratta autostradale A 24 – A 25
300 milioni per interventi a favore delle aree terremotate
40 milioni di euro per programmi di riqualificazione e ricollocazione di lavoratori coinvolti in situazioni di crisi aziendale o settoriale nelle regioni del Mezzogiorno
11,2 milioni per la tutela lavoratori affetti da malattie da amianto
750 milioni per il potenziamento della viabilità in Calabria

ITER DEL PROVVEDIMENTO

Il Dl Mezzogiorno è approdato nell'aula di Montecitorio lunedì 31 luglio. Nella seduta del 28 luglio, la Commissione Bilancio della Camera ha bocciato tutti i 281 emendamenti presentati.

Il Dl mezzogiorno, sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia, è stato licenziato dal Senato il 26 luglio  con 154 sì, 117 no e nessun astenuto. Dal 27 luglio è stato all'esame nella Commissione Bilancio alla Camera.

Il voto sugli emendamenti in Commissione Bilancio al Senato si è concluso nella mattinata di martedì 25 luglio. Il provvedimento nel pomeriggio è arrivato in aula.

Il 6 luglio, alla scadenza dei termini di presentazione degli emendamenti, ne risultavano depositati 756, ai quali vanno aggiunti 50 Ordini del Giorno.

Dei 756 emendamenti presentati, 270 quelli segnalati dai gruppi Parlamentari. Cinquanta gli ordini del giorno presentati. Le votazioni sugli emendamenti (la Commissione ne ha dichiarati inammissibili 104) sono iniziate nella serata di lunedì 17 luglio.

Dopo il parere di conformità alla Costituzione votato dalla prima Commissione del Senato, il 27 giugno il provvedimento è stato incardinato – alla presenza del Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti – nei lavori della V Commissione (Bilancio) di Palazzo Madama.

L’esame del testo è cominciato con gli interventi dei due relatori, i senatori Salvatore Tomaselli (Pd) e Simona Vicari (Ap).

Il 4 luglio si sono svolte le audizioni di: Invitalia, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Svimez, Ispra, Confindustria, Rete imprese Italia, Anci, Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome.

Il 6 luglio, la Conferenza Unificata ha espresso parere favorevole sul Decreto-legge.

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